In questo indirizzo si parla di cose che accadono a me e a voi. Ci sono avventure, parole, pensieri, emozioni di sguardi incontrati, racconti presenti e passati, e i sogni futuri, tanti, inarrestabili, tutti nostri.
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Nome: Barbara
Il ventottesimo giorno, per noi ragazze, è un bagliore inaccettabile, è quel momento in cui non tolleriamo niente e vediamo tutto nero, ma poi passa, poi tutte le tensioni si allentano, e la vita torna a sorridere, fino al mese successivo.
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(Questa foto non è mia, ma tratta da www.outdoorblog.it)
Faccio finalmente pensieri colorati, alati, piumati, arzigogolati. Pensieri che portano tra le nuvole, ma restando coi piedi al suolo. Pensieri di passione, di follie e fotografie fatte dal bordo di una cesta appesa a un pallone fluttuante. Per guardare il mondo da sopra in giù.
SCARPINE, BORSE E ALTRE FRIVOLEZZE
A volte penso di avere contratto una malattia incurabile. E che nemmeno voglio curare. Ultimamente mi si è acuita. Sono preda di sintomi e sfoghi di ogni sorta. La mia patologia si chiama "morbo dell'accessorio". Non ne ho mai sofferto come in questo periodo della mia vita. Sarà la legge del contrappasso, quella della compensazione Sarà che quando si inizia è difficile smettere, come con le sigarette e le ciliegie. Ma tant'è che ormai sono diventata pericolosa e, presumo dalle reazioni di chi mi sta intorno, anche contagiosa. Si manifesta andando alla maniacale ricerca di scarpe e borse. Anche non coordinate, meglio se firmate, meglio se accalappiate grazie all'affare in saldo o all'outlet. Odiavo gli outlet, e li odio ancora, contengono una fauna nemmeno tanto variopinta di assatanati e frustrati. Ma presi per piccole dosi sono divertenti! Ho fatto follie, ultimamente. Follie vere. E il problema è che non me ne pento affatto. Sono frivola. No, non in quel senso, non sarò mai frivola in quel senso lì. Sono frivola perché penso a cose frivole, che in fondo non sono indispensabili, ma che mi sono servite a scacciare pensieri negativi e tenere a bada lacrime e mal di stomaco mattutini. Io non sono una che vive in maniera effimera. Assegno un grande valore al denaro, alle conquiste assaporate, alle cose sudate e guadagnate e attese. Ma mai come in questo periodo osservo e valuto calzature da Mary Poppins, da Crudelia De Mond, da Michelle Obama (non mi vestirò mai in giallo con le scarpe verdi, nemmeno quelle di Jimmy Chou, ma Michelle mi è simpatica)! Mai come ora ho desiderato e acquistato i stivali alti e griffati, da usare solo nelle occasioni sentimentaliste-simboliste, ballerine col fiocchetto, babucce con la punta all'insù. Vertiginosa vertigine più ironica che reale... Mi sento molto come Anne Hathaway ne "Il Diavolo veste Prada", roba da fumetto, da film. In fondo potrei farne a meno, ho talmente tante scarpe che potrei aprire una boutique in centro, ma poi mi dico che un tacco alto può fare miracoli, specie se abbinato a una pochette Dior! Ti solleva il morale fino a mettertelo su un piedistallo, ti fa sentire come non ti sentivi da parecchio! E allora, perché rinunciarci? Poi penserò a portarmi in pari cercando di compiere qualche buona azione o facendo beneficenza. Oh, certo che lo farò!
SERA DI NEVE
Getta via la tua oscurità e sarai ricco.
Come una sera dopo la neve.
Il campo è ricco, e la brughiera,
ovunque aghi di pino,
e le case sono ricche, sicure,
per la vita e il calore.
La terra addormentata conosce
il proprio splendore.
Le sopracciglia brinate del cielo
sono piene di stelle.
(Olav. H. Hauge)
Molte stagioni della vita portano con sè giorni giorni pieni di pioggia e di dolore, pieni di vento rabbioso o di lacrime incessanti, pieni di nubi nere e ostacoli da evitare. Deserti di solitudine e silenzio che mai vorremmo attraversare.
Ma basta un giorno sereno, ricolmo d'amore, per ritrovare il coraggio di proseguire e affrontare il tempo che verrà. Questo inizio gennaio sembra una piccola, timida primavera senza brutte previsioni.